
Dal 30 marzo al 3 aprile sono stata in viaggio d'istruzione a Parigi, al di là di quello che si vede in questa prima foto abbiamo avuto la fortuna di godere di un tempo bellissimo e anche piuttosto caldo!
Siamo arrivati lunedì verso l'ora di pranzo, ma a causa di alcuni disguidi in areoporto (era stato perso il bagaglio della nostra mitica Serenoschi) non siamo arrivati in albergo prima delle tre, il tempo di posare i nostri bagagli e poi abbiamo cominciato ad esplorare la città.
Abitavamo nei pressi di Montmartre (Place de Clichy) e una delle prime cose che mi ha colpito è stata la presenza predominante (praticamente esclusiva) di ristoranti (soprattutto asiatici), brasserie, boulangerie.
Il primo giorno abbiamo subito capito quale sarebbe stata una delle caratteristiche principali del viaggio: lo sfinimento dovuto ad interminabili ma piacevoli (più o meno) "passeggiate" da un capo all'altro di Parigi!
Nei giorni seguenti abbiamo poi seguito il classico itinerario, visitando Notre-Dame, il Muséè d'Orsay, il Louvre, la Tour Eiffel e Les Invalides (senza tuttavia vedere la tomba di Napoleone), Versailles, dove, più che la residenza stessa, ho apprezzato i bellissimi giardini.
Questa è una foto dei giardini delle Tuileries al tramonto. Eravamo di ritorno dal Louvre, di conseguenza stavamo per stramazzare al suolo (della serie stanchi ma felici), e sedersi su quelle sedioline, anche se per pochi attimi, a godersi il tepore del sole che tramonta, è stato uno dei momenti che più mi hanno fatto amare questa città.
Altra cosa che mi ha colpito particolarmente, in senso positivo, è stato vedere nei vari musei persone di tutte le età ( sia bambini piccolissimi che anziani), armati di blocchetto e sediolina, trascorrere ore di fronte ad un'opera cercando di ricopiarla! C'era chi era più bravo, chi lo era di meno, ma comunque trovo che sia una cosa molto bella!
Purtroppo non siamo riusciti a vedere tutto di Parigi. Non siamo stati al Quartiere Latino, non ho visto i caffè esistenzialisti, non ho visitato il marais, provando tutte le interessanti panetterie, nè ho gustato i dolci di Pierre Hermè. E poi, altra cosa che mi sarebbe piaciuta tantissimo e con la quale avrei realizzato un vecchio sogno d'infanzia, avrei volentieri passeggiato per il famoso giardino di Claude Monet a Giverny.
Tutti buoni motivi per tornare al più presto a Parigi.
Foto di Serenoschi
L'ultimo giorno, arrivati in areoporto e ormai accantonati tutti i miei desideri (infatti non ero riuscita a trovare i macaron, cioè non avevamo avuto tempo di fermarci da nessuna parte), ho intravisto un piccolo negozietto verde pastello (era una "filiale" di Ladurée, storica pasticceria di Parigi), curiosa mi sono avvicinata e ho scoperto finalmente loro:
I macaron, piccole meringhe, declinabili in ogni sapore e ogni gusto, anche il più sfizioso. Non ho resistito, sebbene costassero veramente un occhio della testa e la scelta, in quel tripudio di colori, fosse ardua, mi sono fatta forza e li ho scelti uno per uno.
Pistacchio e cioccolato, pistacchio, lampone, vaniglia, albicocca e un altro, sempre bianco, che non ho assaggiato e di cui quindi non saprei indicare il sapore. Non ho trovato strepitosi pistacchio e lampone, ma vaniglia e, soprattutto, albicocca erano fantastici.